DUE SORELLE D’ACQUA

Ci sono città che non camminano sulla terra, ma galleggiano su di essa, come se il mondo avesse deciso, in un momento di grazia, di lasciare che l’acqua diventasse strada. Venezia e Suzhou sono due di queste città, nate a migliaia di chilometri di distanza eppure sorelle nello stesso destino liquido.

A Venezia i canali sono il sangue che scorre nelle vene della città: non affiancano le strade, le sostituiscono, obbligando chi vi abita a pensare in un’altra dimensione, fatta di rive e non di marciapiedi. A Suzhou accade lo stesso incantesimo: l’acqua non è un ornamento aggiunto alla città, ma il suo scheletro nascosto, il motivo per cui le case sono nate proprio lì, e non altrove.

E dove c’è acqua, servono ponti — piccoli atti di fede gettati da una sponda all’altra. A Venezia il Rialto si inarca come una schiena che sopporta secoli di passi, mentre a Suzhou i ponti di pietra disegnano archi perfetti sull’acqua, tanto belli da sembrare disegnati apposta per essere fotografati, prima ancora che per essere attraversati.

Le case, in entrambi i luoghi, non voltano le spalle ai canali: vi si affacciano con devozione, quasi supplicando l’acqua di specchiare le loro facciate. E su quell’acqua scivolano ancora oggi barche che un tempo servivano a vivere e oggi servono a ricordare: le gondole veneziane, scure e silenziose, e le barche di legno di Suzhou, che portano ancora nel loro dondolio l’eco di un tempo più lento.

Fu il commercio, in fondo, a scavare quei canali nella storia: mercanti che caricavano stoffe e spezie su imbarcazioni strette, costruendo ricchezza goccia dopo goccia, proprio come l’acqua costruisce le rive. Ed è forse per questo che entrambe le città sono oggi custodite dall’UNESCO, quasi fossero scrigni troppo preziosi per essere lasciati soli contro il tempo — la laguna di Venezia da un lato, i giardini classici di Suzhou dall’altro.

Ma c’è un ultimo filo che le lega, forse il più sottile e il più forte: quello della meraviglia raccontata. Marco Polo, attraversando l’Oriente, vide in Suzhou qualcosa che gli ricordò casa, e da allora il nome di Venezia ha viaggiato fino in Cina, cucito addosso a un’altra città, come un abito che si scopre, con stupore, di poter indossare in due.

VENEZIA
SUZHOU (JIANGSU,CINA ORIENTALE)

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