È l’anno 1490 e Pietro Antonio Solari( 1445 circa- 1493) nativo di Milano e allievo della tradizione lombarda del cotto e della pietra, arriva a Mosca chiamato dal Granduca “Ivan III ,il Grande”,nonno di Ivan IV “ il Terribile”, che vuole trasformare la fortezza del Cremlino in qualcosa di degno di un impero in ascesa.
Solari si trova davanti mura antiche di legno e pietra grezza, insufficienti a proteggere il potere crescente di Mosca. Porta con sé le tecniche italiane del Rinascimento: merlature a coda di rondine (le stesse viste nei castelli lombardi, come il Castello Sforzesco), proporzioni armoniche, e un uso sapiente del mattone rosso.
Le sue opere principali sono La “Torre Spasskaja” (Torre del Salvatore), il celebre ingresso principale del Cremlino, con il suo portale monumentale — oggi sormontata dall’iconico orologio, aggiunto secoli dopo e La “Torre Nikolskaja” che entrambe dominano il panorama della Piazza Rossa. Inoltre ,contribuì insieme ad altri architetti italiani alla costruzione del “Palazzo delle Facce” (Granovitaja Palata), capolavoro del primo Rinascimento russo.
Lavorando fianco a fianco con maestranze russe, Solari deve adattare il suo linguaggio architettonico italiano al clima rigido, ai materiali locali e alle esigenze difensive di una capitale che guarda sia a Costantinopoli,al tempo già caduta nelle mani degli Ottomani, che all’Europa occidentale — creando quel fascino ibrido, tra fortezza medievale e classicismo italiano, che ancora oggi caratterizza il Cremlino.
Morì nella fredda Mosca nel 1493, senza vedere completata l’intera cinta muraria — ma il suo segno resta scolpito nel cuore del potere russo e nella fisionomia della città che gli diede i natali.


Torre Spasskaja